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lunedì 9 aprile 2012

Racconto di un donatore.wmv

RACCONTO DI UN DONATORE....ALBERTO

Con questo racconto  che e’ un pezzo della mia vita voglio farvi capire cosa sia questa grande cosa che e’ la DONAZIONE, e che alla fin fine i donatori non sono angeli o persone speciali ma persone normalissime che come tutti lavorano hanno figli e conducono una vita normale come tutti, forse hanno avuto solo un pò di fortuna. Sono entrato nel mondo della donazione nel 1995 quando fecero un trapianto di cuore a mio padre. Gli fu impiantato il cuore di un ragazzo di 29 anni morto purtroppo in un incidente stradale. Prima che succedesse questo devo essere sincero alla donazione di sangue organi e midollo non ci avevo mai pensato, pensavo: tanto ci sono gli altri che lo fanno. Poi mi sono iscritto all’AVIS e all’ADMO sempre nel 1995 pensai che la compatibilita’ e’ 1 su 100000 non  mi chiameranno mai. Poi un bel giorno di maggio 2004 mi chiama ADMO FERRARA (la mia citta’) e mi dicono se ero disposto a fare i livelli di compatibilita’ perche’ avevano trovato un paziente malato di leucemia, che al primo stadio in base alla mia tipizzazione era compatibile. Dentro di me euforia a manetta sapere che avevo la possibilita’ di salvare una vita mi dava un’immensa gioia. Passati tutti gli stadi di compatibilita’ vado al colloquio con la responsabile ADMO che mi chiede se ero disponibile per la donazione e io gli ho risposto: che era una domanda che non doveva neanche farmi non vedevo l’ora di donare! l’iter prima di donare il midollo osseo e’ questo: 1)prelievi del sangue per vedere se si hanno malattie o se si e’ portatori sani di malattie che potrebbero essere trasmesse al ricevente piu’ altre analisi tipo gruppo sanguigno ecc. 2)raggi al torace e al bacino 3)due autodonazioni di sangue che poi mi sono state reinfuse. Io l’espianto l’ ho fatto al policlinico S.ORSOLA di BOLOGNA quindi un mese prima di donare sono andato a Bologna per firmare l’autorizzazione a l’espianto li c’erano il primario di ematologia uno psicologo l’anestesista e la responsabile ADMO. Io ero pronto a firmare ma tutta questa gente mi voleva informare su i rischi che c’erano a donare (il rischio piu’ grande e’ stato fare l’autostrada Bologna Padova) e l’unico rischio e’ come in qualsiasi operazione l’anestesia ma e’ ovvio che se prima si fa’ il colloquio con l’anestesista questi rischi si azzerano. ok! firmato io ero pronto per fare l’espianto dall’altra parte la ricevente (ho saputo solo che era una ragazza di Milano della mia eta’) che tramite radioterapia gli viene eliminato il suo midollo osseo praticamente se non andavo a donare lei moriva in breve tempo. Arriva il mercoledì vengo ricoverato alle 12 qualche provetta di sangue e poi tutto il giorno nel reparto di ematologia, un reparto bunker dove non si possono aprire nemmeno le finestre quando vai in bagno. L’indomani (il giovedì) alle 8 mi vengono a prendere via per la sala operatoria anestesia totale e prelievo dalle ossa del bacino di un litro circa di midollo osseo praticamente sangue un po piu’ denso che si trova vicino alle ossa. Per prelevarlo usano degli aghi che ti vengono messi hai lati un pò al di sopra dei glutei per farvi capire e da li aspirano il midollo osseo. Sono uscito dalla sala operatoria alle 10 e sinceramente ero un pò fatto dall’anestesia ma il mio pensiero era sempre per la mia ricevente ho pensato subito alla sacca piena di vita e speravo che arrivasse il piu’ presto a Milano. Arrivato in camera tutto ok avevo fame un pò di dolore nei punti di prelievo ma sopportabilissimo. Poi nel pomeriggio una leggera colazione e finalmente alla sera ho mangiato. Mi sono state reinfuse le sacche che mi ero autodonato tutto ok! alla mattina altri esami del sangue e alle 12 mi hanno dimesso e sono uscito dal bunker ho preso la mia auto e ho guidato da Bologna a Ferrara circa 40km. Il lunedì sono tornato al lavoro e mi sono montato una caldaia (facevo l’idraulico).Vi dico la verita’ non vedevo l’ora di uscire dal bunker ma purtroppo li dentro c’erano persone che erano li anche da otto mesi senza mai uscire bambini ragazzi ragazze di tutte le eta’. Ho conosciuto tante persone malate di leucemia li dentro e quando hanno saputo che io ero li per donare il midollo osseo e mi parlavano sembrava quasi che al posto degli occhi avessero due fari abbaglianti perche’ avevano una speranza di vita davanti io ero la loro medicina. L’unico rammarico che avevo che io ero la medicina solo per quella ragazza di Milano ma vorrei essere stato la medicina per tutti. Dentro al bunker ho conosciuto una ragazza di 28 anni bella alta giocatrice di pallavolo di serie A aveva tutta la vita davanti ma purtroppo ho saputo che non e’ riuscita a sconfiggere la leucemia ed e’ morta non ha trovato la sua medicina cioe’ un donatore! cosa si prova ha donare il midollo osseo non e’ facile spiegarlo se avete dei figli piu’ o meno come prenderlo in braccio la prima volta. Il mio scopo e’ di spiegare a tutte le persone che hanno questa possibilita’ salvare una vita. Questa esperienza ti cambia ti fa’ capire che la malattia non guarda in faccia a nessuno e puo’ colpire qualsiasi persona indistintamente e quindi sarebbe ora che tutti pensassimo seriamente  ad aiutare le persone che soffrono, un giorno potrebbe toccare a noi se tutti ci aiutiamo sicuramente abbiamo piu’ probabilita’ di vivere! io vi saluto con una mia sensazione che ho provato quando ho donato il midollo osseo e che provo quando dono sangue DONARE….E’….COME FAR L’AMORE CON LA VITA. 


Alberto Beccati




Attestato di un donatore 






venerdì 23 marzo 2012



LEGGETE QUESTO ARTICOLO QUESTO SIGNIFICA ESSERE 


DONATORI



La mia malattia farà vivere altri"

Giovedì, 22 marzo 2012 - 09:43:00
ESAMISANGUE INT
Due ventenni, amici da una vita. Una malattia irrompe nell'amiciza, ma rende il loro legame ancora più stretto. Giovanni e Alberto abitano entrambi nella zona di Bassano del Grappa.Un giorno Giovanni scopre di essere malato di aplasia midollare idiopatica, rara malattia degenerativa del midollo osseo. Dal 2009 aspetta un donatore compatibile. Alberto, vivendo da vicino l'esperienza del suo amico, decide di impegnarsi in prima persona e si iscrive all'Admo, l'Associazione Donatori Midollo Osseo: qualche giorno fa ha donato il midollo e probabilmente ha salvato la vita di una persona che non conosce. Per lui è stata un'esperienza fortissima, per Giovanni una motivazione forte ad accettare la sua malattia. Perché se non si fosse ammalato, riflette, Alberto non sarebbe mai diventato donatore e una persona sarebbe morta.
"Credo che la mia malattia sia un prezzo più che equo da pagare per le vite che possono essere salvate dalle scelte consapevoli delle persone come Alberto", confessa Giovanni a Il Giornale di Vicenza, che racconta la loro storia.
LA MALATTIA - Nel settembre 2009 Giovanni scopre la malattia e viene ricoverato nel reparto di ematologia dell'ospedale San Bortolo di Vicenza. Da allora inizia la sua battaglia, insieme ai volontari dell'Admo: "Abbiamo parlato di donazione in un sacco di occasioni: tramite il progetto Climb for Life rivolto alle comunità degli scalatori, poi ad università, scout, associazioni, scuole". 
L'aplasia midollare è una malattia rara. Solo una persona su 100 mila è compatibile con chi è in attesa di trapianto, e solo in rari casi è possibile trovare un donatore nell'ambito famigliare, quindi, per poter aumentare le speranze di sopravvivenza dei malati, è fondamentale iscriversi all'Admo e registrare la propria tipizzazione, con un semplice prelievo di sangue. E' possibile donare il midollo osseo sia attraverso il prelievo chirurgico, che con il prelievo di cellule staminali da sangue periferico, metodo molto meno invasivo simile ai trattamenti di dialisi, della durata di circa quattro ore, le stesse che sono bastate ad Alberto Gottardi per salvare una vita.


DALL'AMICIZIA ALLA DONAZIONE - La malattia dell'amico ha spinto Alberto a diventare donatore e così ha salvato la vita di un ammalato, vivendo un'esperienza che gli "ha dato più di quanto possa descrivere". Così la racconta, sempre al Giornale di Vicenza: "Il midollo osseo è un organo vero e proprio ed è l'unico che possiamo donare da vivi senza privarcene. Nei cinque giorni di preparazione prima del prelievo mi sono sottoposto alla somministrazione di un fattore di crescita delle cellule staminali, mentre sapevo che, in quello stesso momento, il mio ricevente cominciava un trattamento di chemioterapia che gli distruggeva gran parte del midollo: avevo la sua vita nelle mie mani. Sono stato attento a tutto: ho mangiato sano, sono andato a letto presto, ho rispettato al minuto gli orari delle iniezioni dei fattori di crescita". 

LA MALATTIA - Aplasia midollare (o anemia aplastica), insufficienza funzionale grave del midollo osseo che provoca la scomparsa dei suoi elementi e di conseguenza la mancata produzione delle cellule del sangue. Fra le cause ipotizzate si ricordano: agenti infettivi, tossici, farmaci, radiazioni ionizzanti. Le conseguenze sono molto simili a quelle provocate dalla leucemia: anemia, infezioni, emorragie. L’aplasìa midollare colpisce indifferentemente uomini e donne. La terapia, accanto alle tradizionali cure di supporto (trasfusioni, terapia antibiotica delle complicazioni infettive), ha individuato concrete possibilità di guarigione nel trapianto di midollo osseo. (da sanihelp.it)